Charitas di Modena

Sulla base della nostra esperienza crediamo che il tocco, il contatto sia un potente mezzo di comunicazione per tutti e forse ancora di più per persone disabili, sicuramente più bisognose di altri di affetto e attenzioni positive. Crediamo che lo shiatsu sia un buon sistema per lavorare su questi presupposti e ben si adatti, per le sue caratteristiche, anche a una apertura in dimensione più "sociale".
Pensiamo che soprattutto per quelle persone che hanno difficoltà o impossibilità ad esprimersi verbalmente, lo shiatsu come metodo di comunicazione non verbale, possa essere importante.
Fondamentalmente per questi motivi già da diversi anni abbiamo iniziato a lavorare nel sociale con diverse esperienze di collaborazione e/o volontariato, la più importante delle quali, con l'Istituto Charitas, ha una sua continuità da 7 anni. Lavoriamo con ragazzi disabili gravi, autistici, cerebrolesi, quasi sempre epilettici, spesso autolesionisti; per tutti loro comunque è difficile trovare modi o attività adeguate. Spesso lo shiatsu è la loro unica occasione ricreativa.
E' ovviamente quasi impossibile fare trattamenti rispettando i principi dello shiatsu: è difficile tenere la perpendicolarità, è difficile mantenere la continuità nel lavoro sul meridiano, difficile l'armonia, ma lo stesso i nostri trattamenti,indirizzati soprattutto all'ascolto, hanno una parte importante nella vita di questi ragazzi.
Personalmente, diversi anni fa durante un'esperienza di volontariato fatta al Charitas mi ero resa conto delle enormi capacità di percezione e sensibilità dei suoi ospiti.
L'esperienza è buona e sempre più ci rendiamo conto di quanto abbiano bisogno di essere toccati, di comunicare con il corpo, per poter così esprimere emozioni: i ragazzi del Charitas che abbiamo trattato riconoscono ed accettano bene il contatto. Possiamo solo parlare della nostra esperienza pratica nel sostenere l'utilità per loro dei trattamenti shiatsu: spesso sono arrivati imbronciati, seri o di cattivo umore e durante il trattamento si sono rilassati fino, in alcuni casi, a ridere di gusto. Quasi sempre, durante il trattamento, notiamo un cambiamento del respiro che diventa via via più profondo e un grande rilassamento; si ricordano di noi, ci riconoscono e ci accolgono con piacere. Anche per noi questo lavoro è fonte di insegnamento quotidiano.
Quando è iniziata la collaborazione con il Charitas nel 2002, non pensavamo che questa esperienza sarebbe stata così intensa e coinvolgente.
Il lavoro con i ragazzi insegna tutte le volte qualche cosa ed è stato bello, per me e credo per tutti noi, avere la possibilità di dare continuità a questa esperienza, in cui siamo riusciti a relazionarci in modo semplice, spontaneo e immediato. Con loro ci sono stati parecchi momenti molto belli di comunicazione, di serenità, di pace.
L'esperienza ci insegna che questa pratica favorisce una percezione delle qualità soggettive di vita via via migliore per entrambi i partecipanti all'incontro e una ritrovata possibilità di relazionarsi con il proprio corpo.
Pensiamo che ci voglia tempo, pazienza, disponibilità e certamente molto amore.
Pensiamo inoltre che questa esperienza possa servirci come arricchimento nella comprensione delle potenzialità del nostro lavoro, come arte di aiuto.